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446 uomini italiani persero la vita.
Questi uomini erano civili, in gran parte stabilitisi nel Regno
Unito fin dai primi del 1900. Molti fra gli internati avevano figli
o altri parenti arruolati nell'esercito britannico.
Agli internati furono negati tutti i diritti , compresi quelli riconosciuti di solito ai prigionieri dalla Convenzione di Ginevra. Molti, durante l'internamento, furono derubati delle loro proprietà.
Dopo gli arresti, avvenuti nel giugno del 1940, i familiari degli internati furono tenuti all'oscuro di ciò che stava accadendo ai loro mariti, fratelli o padri.
Per disposizione del Governo britannico le famiglie degli internati che risiedevano nelle zone costiere furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e a trovare rifugio nelle città - mogli e figli senza più alloggi, mezzi di sostentamento, né assistenza di alcun tipo.
Le famiglie degli internati non vennero informate che molti di loro sarebbero stati deportati oltreoceano.
L'Arandora Star, diretta in Canada, salpò senza scorta, sovraccarica e senza che fosse rispettato il rapporto passeggeri/scialuppe di salvataggio.
L'80% dell'equipaggio a bordo della nave aveva iniziato a lavorare il giorno stesso della partenza. All'equipaggio, ai soldati e agli internati non fu data alcuna istruzione su come comportarsi in caso di emergenza.
La nave era stata ridipinta di grigio e aveva le sembianze di una nave da guerra. Non esponeva il contrassegno della Croce Rossa, né altri segnali di identificazione.
Le scialuppe, molte delle quali fuori uso, si trovavano al di là del filo spinato che ricopriva la nave in diversi punti strategici.
I prigionieri, ammassati nelle cabine, furono trattati duramente. Molti degli italiani che dormivano sul pavimento dell'ex sala da ballo della nave si ferirono gravemente quando il siluro colpì la nave mandando gli specchi in frantumi.
I superstiti dell'Arandora Star, una volta sbarcati nel Regno Unito, subirono altri maltrattamenti e, nonostante le sofferenze patite, molti di loro vennero nuovamente imbarcati per essere deportati in Australia.
I familiari delle vittime dell'Arandora Star non hanno mai ricevuto
scuse ufficiali, né un risarcimento dal Governo britannico. Il Governo
americano, che aveva predisposto l'internamento di molti civili
giapponesi durante la guerra, in seguito si scusò con le famiglie
provvedendo a risarcirle. Nessun civile giapponese perse la vita
per mano degli americani.


La lista delle vittime dell'Arandora Star
clicca
qui >
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Tra il 10 e l'11 giugno del 1940, a seguito dell'entrata in guerra dell'Italia
nel secondo conflitto mondiale, tutti i cittadini italiani di sesso maschile
residenti in Gran Bretagna - in età compresa tra i 18 e i 70 anni furono
arrestati dalle forze dell'ordine. Gli arresti furono condotti in tutta
fretta, gli uomini furono portati via dalle loro case e dai posti di lavoro,
destinati all'internamento per ordine del governo britannico.
Come dimostrato dal rapporto della Croce Rossa e da altre testimonianze,
gli italiani internati furono maltrattati dalle autorità e tenuti in condizione
disumane, senza cibo a sufficienza, senza servizi igienici né assistenza
medica. Quando il governo prese la decisione di deportare un certo numero
di internati in Canada ed in Australia , la nave "Arandora Star" salpò
dal porto di Liverpool diretta verso il Canada con a bordo circa 1500
uomini tra prigionieri italiani, tedeschi ed ebrei.
La mattina del 2 luglio del 1940, al largo della costa irlandese, l'Arandora
Star venne silurata ed affondò, causando la morte di circa 700 uomini,
tra cui 446 italiani, tutti residenti nel Regno Unito. Le colpe delle
autorità e tutti i tragici eventi che ne conseguirono sono stati narrati
ed analizzati in un libro pubblicato nel 1980, "Star of Shame", l'unico
libro che tratta del disastro basandosi sui racconti di molti sopravvissuti
italiani, tedeschi ed ebrei. Il libro non è mai stato reperibile in Gran
Bretagna.

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Arandora
Star
Una Tragedia Dimenticata
Maria Serena Balestracci
Nel 2002, in Italia, è uscito il libro "Arandora Star, una tragedia
dimenticata", di Maria Serena Balestracci. Il libro si avvale di
ricostruzioni storiche, documenti, nonché di testimonianze dirette
di persone che furono colpite dalla tragedia, oggi residenti in
Italia, e che per anni hanno taciuto il loro dolore. A seguito dell'uscita
del libro, in Italia nell'ultimo anno abbiamo assistito ad un 'risveglio'
dell'attenzione verso questo evento così trascurato. Molti giornali
si sono occupati dell'Arandora Star, e due autorevoli giornalisti
come Gian Antonio Stella e Corrado Augias hanno parlato della tragedia
nei loro nuovi libri (rispettivamente "L'orda" e "I segreti di Londra"),
menzionando il libro di Maria Serena Balestracci.
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The
Star of Shame
Des Hickey and Gus Smith
Madison Publishing, Dublin
The failings of the authorities, and the tragic events which followed
the sinking of the Arandora Star have been vividly recorded in a
book published in 1980 entitled "Star of Shame" - the
only book of the disaster based on factual accounts of many of the
survivors Italian, British and German. This book, written in English,
was not available for sale in Britain.
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Far conoscere i tragici eventi del giugno-luglio 1940 e le circostanze
relative all'affondamento dell'Arandora Star.
Ottenere le scuse
ufficiali dal Primo Ministro britannico e un risarcimento simbolico
per tutte le famiglie italiane che subirono gravissime perdite umane
ed economiche a causa della politica d'internamento attuata dal
Governo britannico.
Riconoscere ai figli, fratelli e cugini degli
internati il contributo dato allo sforzo bellico inglese.


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MP (parlamentare di riferimento) sensibilizzandolo sugli eventi
del 1940 e chiedendogli di sostenere la campagna.
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il nostro indirizzo web tra tutte le persone che potrebbero essere
interessate:
www.ArandoraStarCampaign.com

Il
Comitato Pro Vittime Arandora Star di Bardi
Informazione per il comitato e la cappella in Bardi



Ancoats
Little Italy
See 'The War Years'
Vice-Admiral
DeWolf
Rescuer of Arandora Star victims
Vice-Admiral
DeWolf
Obituary
Book
- 'Isle Of The Displaced'
An Italian-Scot's Memoirs of Internment during the Second World
War by Joe Pieri

Caduti
di Arandora Star
Surname listings of the Italian civillians who lost their lives
on the Arandora Star
Alfo Bernabei Conference
Arandora
Star - Una Tragedia Dimentica
The presentation of Maria Serena Balestracci's book
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Contributors to this site:
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Content:
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Antonio Gallo |
Campaign Founder, Edinburgh, Scotland, UK  |
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Antonio Rea |
Member of Manchester Italian Association (M.I.A.), and community
historian
Manchester, England, UK  |
| Contributor: |
Beppe Conti |
President of the Association for the Arandora Star Victims of Bardi,
Parma, Italy  |
| Translation & content: |
Maria Serena Balestracci |
Author 'Arandora Star - Una Tragedia Dimenticata', Florence, Italy |
With grateful thanks to:
|
Peter Mead |
Department of Translation, Language and Culture, University of Bologna,
Forli, Italy |
| |
Gus Smith |
Author 'Star of Shame', Ireland |
| |
Chris Gibson |
Web & logo design, Manchester, England, UK  |
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